7 – CUCINA CERIGNOLANA – “I SCALLATIDD” – testo e foto di Giovanni Montingelli

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1 Risposta

  1. La bella descrizione fatta dall’autore dell’articolo, Giovanni Montingelli, mi ha fatto rivivere la fase della lavorazione dei taralli che avveniva a casa, rivedendo la maestria e l’abilità delle mani di mamma nel fare i taralli, noi piccoli ci mettevamo vicino o tavulir a guardare lo spettacolo, suggerendo volta per volta le forme che dovevano prendere i taralli. Chi chiedeva la scaletta, chi la vucill, chi l’occhiole, e lei pazientemente ci accontentava. Poi veniva la scallatura dei taralli nell’acqua bollente e un poco salata, tempo pochi minuti e i taralli salivano in superficie e li metteva ad asciugare all’aria. Questa fase non la seguivamo perché non potevamo intervenire, poi si mandavano al forno di ciampacourt, arringati sulle ramiera e noi avevamo il compito di seguirli fino a quando venivano infornati, si aspettava tutto il tempo della cottura giocando fuori dal forno, poi arrivava mamma che li metteva caldi nel canestro coperto con la cuvertelle per non farli raffreddare e li portava a casa, riempiendo tutto il tragitto della strada del profumo dei scallatidd . Grazie Giovanni per i ricordi che mi sono venuti in mente, peccato per i giovani che non hanno provato questi ricordi e profumi, perché adesso è più semplice andarli a comprare già fatti.

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